CARD. SILVESTRINI: “IL CONCORDATO DELL’84 “FATTO POSITIVO” PER L’ITALIA

“La tranquillità che si è avuta dopo la firma degli accordi di revisione del Concordato del 1984 è già un giudizio favorevole su come sono stati condotti i rapporti tra la Chiesa e lo Stato italiano negli ultimi decenni”: lo ha detto oggi, a Roma, il card. Achille Silvestrini, aprendo con il suo intervento la giornata di studi su “Nuovo Concordato e politica ecclesiastica in Italia negli anni ’80” promossa dal Centro studi “Gino Germani”. Silvestrini ha ripercorso nella sua relazione i rapporti tra Chiesa e politica negli anni che hanno preceduto la firma degli accordi da parte del card. Casaroli per la Santa Sede e di Bettino Craxi in qualità di presidente del Consiglio. Il porporato ha richiamato il ruolo svolto da diversi uomini politici ed ecclesiastici (tra gli altri Gonella, Spadolini, Andreotti, Caianello) per giungere al risultato dell’accordo. Anche Gennaro Acquaviva, ai tempi stretto collaboratore di Craxi, ha parlato del ruolo svolto dal leader socialista nella vicenda, ricordando tra l’altro che il piccolo Bettino quando era chierichetto a Milano accompagnava l’allora vice-parroco di S. Giovanni, mons. Francesco Ceriotti, nelle famiglie per la tradizionale benedizione oppure per impartire l’estrema unzione ai moribondi. “Più tardi i due, Craxi e Ceriotti – ha detto Acquaviva – si troveranno su sponde diverse, anche in momenti di forte polemica: il primo alla guida del Psi e il secondo come incaricato delle comunicazioni sociali alla Cei”. Il card. Attilio Nicora ha invece delineato le conseguenze del nuovo Concordato sui rapporti tra la Santa Sede ed i vescovi italiani, con il rafforzamento del ruolo della Cei e l’avvio di riforme nella struttura della Chiesa italiana, impegno che è tuttora in corso.