” “”Il problema sta diventando molto più complesso di quello che i singoli contendenti cercano di risolvere. C’è da una parte la paura di venire scavalcati, dall’altra la paura di vedere travolta la legge. E ancora: gli scioperi selvaggi che stanno innescando una situazione ancora più drammatica. Di fronte a queste situazioni si ritiene che la cosa migliore sia rinchiudersi, esigere, senza riuscire ad avere un rapporto con gli altri. Invece, bisognerebbe ‘sdrammatizzare’ la situazione e chiarirsi: un dialogo o una concertazione dovrebbero essere importanti”. È l’opinione di don Raffaello Ciccone, responsabile dell’Ufficio per la vita sociale e il lavoro della diocesi di Milano e delegato regionale per la pastorale del lavoro, sullo “sciopero selvaggio” dei tranvieri milanesi. Anche questa mattina infatti, nonostante la precettazione, i lavoratori dell’Atm non hanno preso servizio. Secondo Ciccone, “dialogo, in questa situazione, significa parlarsi con chiarezza, ma anche capire le difficoltà reciproche. Se si snobba o si pretende di dire solo ciò che si ritiene giusto dalla propria parte senza capire le difficoltà dell’altro, non si procede. Il dialogo va fatto con le istituzioni e con i sindacati”. Come risolvere il problema? “Le soluzioni – afferma Ciccone – vanno trovate tenendo presente che il contratto firmato due anni fa produce oggi grandi difficoltà in alcune Regioni povere: gli enti locali per problemi di bilancio non riescono a sopperire e a mantenere il personale e le linee secondarie perché c’è poca utenza”. E il contratto collettivo firmato a Roma dai sindacati? “In sostanza – spiega il delegato regionale – prevede una base minima su tutto il territorio nazionale che può essere supportato dalle realtà povere. Milano ha invece la possibilità di aggiungere del denaro anche perché ha un costo di vita drammatico”. Per Ciccone, “il sindacato dovrebbe avere la creatività di manifestare, in caso di difficoltà contrattuali, senza far ricadere la fatica e il disagio sugli utenti. Dovrebbe cioè trovare una forma di contrattazione diversa; dovrebbe trovare altre forme di sciopero, che è legittimo ed è un diritto. Lo sciopero selvaggio infatti sta diventando un dramma per le aziende e per i lavoratori”.