Un “forte richiamo anche per il mondo cattolico”, in cui “c’è molta comprensione nei confronti dei disabili, ma non sempre fino al punto di considerare forme di razzismo vero e proprio tutti quegli atteggiamenti che negano l’uguaglianza assoluta fra gli uomini”. Commenta così al Sir don Tonino Lasconi, esperto di questioni giovanili, il messaggio scritto ieri dal Papa ai disabili, in cui il Pontefice afferma che “la discriminazione in base all’efficienza non è meno deprecabile di quella compiuta in base alla razza o al sesso alla religione”. Secondo Lasconi, le parole di Giovanni Paolo II sono “una spinta non solo per il volontariato, ma per tutto il mondo ecclesiale, a fare un passo avanti verso l’accettazione completa dei disabili non come soggetti ‘sfortunati’, ma con persone dotate di una ricchezza propria unica e inestimabile”. Per il sacerdote, inoltre, è “molto importante” l’accenno che il Papa fa al tema della “sessualità” delle persone con handicap. “Il ragazzo o la ragazza in carrozzella commenta Lasconi non vivono la sessualità a livello semplicemente di ‘produzione di semi’, ma la sentono comunque come qualcosa che li aiuta a sentirsi pienamente persone”. Un approccio, questo, sottolinea il sacerdote, che sprona tutta la comunità ecclesiale ad “andare oltre la morale tradizionale”, attraverso una concezione della sessualità “non limitata alla sfera esclusivamente genitale”, ma capace di prendere in considerazione “categorie come la tenerezza, il gioco, la vicinanza, il calore”.