“Il motore di questo progetto è stato lo stesso San Pio attraverso il desiderio espresso da alcune sue battute ‘profetiche’ di una chiesa che non fosse ‘una scatola di fiammiferi”, ma ‘grande e accogliente'”, ha affermato padre Paolo Maria Cuvino, ministro provinciale dei Frati minori cappuccini della Provincia religiosa “Sant’Angelo e Padre Pio” durante la conferenza stampa svoltasi oggi all’interno del santuario che verrà consacrato domani 1° luglio. Rispondendo ai giornalisti padre Cuvino ha precisato che “al momento presente i costi dell’edificio ammontano ad una cifra compresa tra i 30 e i 35 milioni di euro, ma si stanno ancora quantificando le ultime spese” “Sarebbe interessante ha osservato l’architetto Renzo Piano, progettista della chiesa – che San Pio fosse qui a vedere quanto è stato realizzato; credo gli piacerebbe perché mi sembra di essere riuscito a far prevalere su tutte le altre dimensioni quella del silenzio, unita a quell’orizzonte di spazialità, a quel senso di infinito suggerito dal sagrato e a lui così familiare, perché era ciò che ogni mattina poteva contemplare dalla finestra della sua cella”. “L’esecuzione di questo progetto è stato il graduale materializzarsi di un sogno nato in un luogo che, come ogni sito, ha una sua storia da raccontare e che, fin dal mio primo sopralluogo, mi ha fatto immaginare la tipologia del tempio da realizzare”. “‘Figlio’ prediletto perché l’ultimo, quello che si tiene ancora in braccio ed ha bisogno di sostegno”: così Piano ha definito la sua opera, dicendosi convinto di “rimanere intrappolato anche in futuro tra gli archi della chiesa di San Pio”. L’architetto ha espresso infatti preoccupazione per “la crescita disordinata negli anni di San Giovanni Rotondo”, e ha sostenuto la necessità di promuoverne “una ‘crescita sostenibile’ attraverso progetti di completamento e riordino, di vera urbanizzazione”. Per mons. Crispino Valenziano, il liturgista che ha offerto la propria consulenza nella realizzazione dell’opera, “Piano è stato straordinario non soltanto come architetto, ma come ‘architetto per il culto’ facendosi vero ‘architetto di chiesa’.