ELEZIONI AMMINISTRATIVE: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – I risultati del secondo turno delle elezioni amministrative nella sostanza confermano le indicazioni dell’election day di quindici giorni fa, enfatizzandone le tendenze. Tra le alternanze, nella gran parte dei casi a favore del centro-sinistra, spiccano il risultato della provincia di Milano e quelli di una regione-cerniera come l’Abruzzo.
Anche se da consultazioni amministrative con fisiologicamente bassa percentuale di votanti non è possibile trarre indicazioni politiche immediate, si possono forse avanzare alcune considerazioni sul profilo del "mercato" politico italiano nella lunga fase della transizione maggioritaria. Ci muoviamo infatti nella prospettiva di una campagna elettorale "permanente", secondo uno schema che già caratterizzò la passata legislatura.
L’accorto elettorato italiano insomma sembra utilizzare lungo questi anni la logica del sistema maggioritario secondo due linee di tendenza: da un lato premiando, salvo isole consolidate, la differenziazione tendenziale dei colori politici dei livelli diversi di amministrazione, dall’altro giocando la carta dell’alternanza. Si tratta forse di una modalità empirica per fare fronte alla crescente incertezza del quadro sistemico e di punti di riferimento. Ma a questi due criteri di scelte "in positivo", man mano che la transizione si allunga, avanzano criteri "in negativo", l’uso cioè del voto-sanzione, considerando in questo senso anche l’astensione critica, come peraltro avviene nella gran parte dei paesi europei. Tanto più in momenti di debole congiuntura.
D’altro canto non risulta certo facile conciliare un così ampio arco politico-programmatico in un sistema bipolare "imposto" a suo tempo per via referendaria.
Eppure nel breve periodo è proprio questo il compito cui sono attesi da un lato il presidente del Consiglio, alla prova del rilancio della coalizione di governo in vista della fase finale della legislatura, e dall’altro l’opposizione, che deve dotarsi di un profilo programmatico e politico coerente.
Proprio perché i problemi del Paese non possono attendere è interesse di tutti che questa lunga campagna elettorale annunciata inneschi circuiti di competizione virtuosa. Troppo urgenti sono le scadenze di politica internazionale, di scelte strutturali nel campo dell’economia e del welfare, di riassetto istituzionale, perché in tutti gli attori non prevalga il senso di responsabilità e la lungimiranza strategica. Tanto più che, dopo la fine delle "appartenenze", l’elettorato sembra orientarsi, negli ormai lungi anni di questa transizione, privilegiando, nel volatile mercato dell’offerta politica, quelle proposte che via via siano percepite come nello stesso tempo più innovative e più rassicuranti.” “