” “”La famiglia continua a costituire una struttura fondante per la vita umana”, e può offrire “un contributo decisivo alla solidità e alle possibilità di sviluppo della ‘casa comune’ europea”. Ad affermarlo, il cardinale vicario Camillo Ruini, aprendo oggi a Roma i lavori del simposio internazionale dei docenti universitari su “La famiglia in Europa” (Pontificia Università Lateranense, fino al 27 giugno) che vede la partecipazione di circa 400 professori di 32 Paesi del continente. “La famiglia ha detto Ruini – è essenziale per le relazioni” tra uomo e donna “e per la loro piena e armonica realizzazione”, e per “la formazione delle nuove generazioni”; ma anche “la più grande società ha precisato – vive e prospera soltanto se alla sua base vi sono famiglie consapevoli della propria missione e fiduciose di poterla intraprendere”. Di qui l’esortazione “ai docenti universitari” a “far riemergere i profondi legami tra l’esperienza della famiglia e la concezione dell’uomo”, in particolare all’indomani dell’approvazione del Trattato costituzionale dell’Unione europea”. “Se riusciremo avverte Ruini – a far prevalere nell’Europa che si sta unificando l’autentica concezione della famiglia, dei suoi diritti e doveri, della missione che le è affidata, avremo dato un contributo decisivo alla solidità e alle possibilità di sviluppo della ‘casa comune’ europea” e “potremo così porre anche parziale rimedio alla deprecabile omissione del riferimento alle ‘radici cristiane’ nel preambolo del Trattato costituzionale”. Per il cardinale “snaturare la concezione e la realtà della famiglia” condurrebbe l’Europa verso “un futuro di impoverimento umano e di infelicità”. Darle “nuovo vigore” significa invece “ricuperare una parte essenziale di quel patrimonio di civiltà che si è formato in Europa attingendo alla linfa del cristianesimo”. A conclusione dell’intervento, l’auspicio che il simposio possa “avere una continuità, e quindi una maggiore fecondità, attraverso il collegamento stabile fra i diversi centri universitari qui rappresentati ed i rispettivi docenti”.