“Bisogna separare le due questioni, altrimenti non otterremo né il primo né il secondo risultato”. Pat Cox, presidente del Parlamento europeo, partecipa ai lavori del summit in corso a Bruxelles e, dinanzi all’impasse creatosi sul testo della Costituzione e sulla nomina del prossimo presidente della Commissione, lancia questo suggerimento pratico. “L’elevata astensione al voto per il rinnovo del Parlamento dichiara al Sir – è un segnale di distanza tra i cittadini e le istituzioni comunitarie. I capi di Stato e di governo hanno quindi il dovere di lanciare messaggi positivi, cominciando dall’approvazione della Carta. Servono inoltre provvedimenti efficaci per affrontare i problemi quotidiani della gente. Non possiamo permetterci di fallire, per il bene dell’Ue e dell’Europa nel suo complesso”. Nella conferenza stampa tenuta nella sede del Consiglio, Cox ha poi precisato che “si stanno incrociando questioni diverse, compresa quella della nomina del futuro presidente dell’Europarlamento. E’ possibile che nella prima metà della legislatura sia nominato un esponente politico che non sia un popolare; mentre la guida dell’emiciclo passerebbe al Ppe nella seconda metà della legislatura. Al momento sono in corso trattative tra tutti i partiti e non si esclude l’apporto di un nuovo gruppo politico”. Il riferimento di Cox va naturalmente alla possibilità di costituzione di un gruppo nell’Assemblea di Strasburgo che abbia l’apporto di esponenti liberaldemocratici, riformisti e federalisti.