” “”La modesta affluenza alle urne registrata è inquietante e mette in luce un profondo scollamento tra opinione pubblica e istituzioni europee”: Giorgio Campanini, parmense, storico tra i più conosciuti in Italia, figura nota del laicato cattolico, giudica con preoccupazione i risultati del voto per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo. “E’ possibile che questa Europa venga considerata lontana dai cittadini e magari anche un po’ malata di ‘burocratismo’. Credo però che se la campagna elettorale fosse stata combattuta, in ognuno dei 25 paesi Ue, con maggiore riguardo alle tematiche europee e con programmi di respiro sovranazionale, si sarebbe ottenuto un risultato migliore”. Lo stesso percorso verso la stesura e l’approvazione della Costituzione “è parso distante dalla gente. Occorrerebbe coinvolgere i cittadini, mostrando loro quanta influenza abbiano la Costituzione e le leggi approvate dal Parlamento sulla vita economica, sulla società… Infine osserverei che questo astensionismo rientra nella più generale difficoltà in cui si dibatte la partecipazione civica”. Il professor Campanini infine annota come “i partiti di ispirazione cristiana sembrano eclissarsi ed essere sempre meno influenti. Dobbiamo interrogarci su questo fronte anche perché la storia dell’integrazione europea ci indica quale ruolo essenziale abbiano avuto le formazioni politiche in cui militavano molti cristiani e il ruolo di riferimento di personaggi come De Gasperi, Adenauer e Schuman”.