” “La festa cristiana “è una modalità particolare di vivere il tempo”, non è “sinonimo di vacanza, bisogno di evasione e di rottura da un mondo del lavoro in cui si è quotidianamente incapsulati”. Lo ha detto mons. Benigno Papa, arcivescovo di Taranto e vicepresidente della Cei, intervenendo oggi al Convegno su “La parrocchia vive la domenica”, in corso a Lecce (fino al 17 giugno) per iniziativa degli Uffici catechistico e liturgico della Cei e della Caritas italiana. Il vescovo si è soffermato, in particolare, sulla differenza tra la festa “cristiana” e la festa “laica”. Se la festa “laica” spesso “si risolve in stanchezza, noia e frustrazione” ha spiegato – quella cristiana è “una festa che è risposo fisico e intellettuale, ricco di letizia cristiana e di fraternità, sostanziato di spiritualità, di manifestazioni di gratuità e di umana tenerezza, nonché allietato dal gioco e da sane manifestazioni ludiche. La festa cristiana rompe i ritmi di un tempo scandito in maniera tale da imprigionare l’uomo, lo libera dalle pure legittime preoccupazioni intramondane che, finalizzate tutte all’utile e al profitto, finiscono però per rinchiuderlo in ‘un orizzonte tanto ristretto da non consentirgli di vedere il cielo'”. In un mondo in cui “si è ampiamente diffusa una concezione della santificazione della festa di stampo soggettivo che ha finito per oscurare l’identità cristiana della domenica come Pasqua della settimana”, la comunità parrocchiale “manifesta la domenica il suo volto pasquale se il clima che si respira in parrocchia è quello della gioia e i membri di essa non sono solo vestiti a festa, ma sono capaci di fare festa”. Solo L’Eucaristia, “cuore della domenica”, ha concluso il vicepresidente della Cei, è l’antidoto in grado di scongiurare il pericolo “che l’0annuncio e la catechesi finiscano per essere percepite come la comunicazione di un contenuto ideologico, che la liturgia scivoli nella ritualità devozionale e la carità finisca per essere considerata come una vaga attività filantropica sganciata dalla fede”.