ELEZIONI EUROPEE: SVEZIA (DIOCESI DI STOCCOLMA), SCETTICISMO MA PIÙ APERTURA NELLE NUOVE GENERAZIONI

“In Svezia molti sono scettici verso l’Unione Europea e chiedono che la Svezia lasci l’Europa. Ciò si registra soprattutto nell’entroterra, nel nord del paese e tra le classi lavoratrici, dove hanno votato meno del 26%”: lo dice Maria Hasselgren, dell’ufficio stampa della diocesi di Stoccolma. “Ha inoltre suscitato molto scalpore – prosegue Hasselgren – il fatto che il partito Junilistan, nato solo quattro mesi fa, abbia conquistato il 14,6% dei voti. I suoi votanti non chiedono di lasciare l’Ue, ma non vogliono nemmeno che Bruxelles gestisca troppo potere, chiedendo che venga mantenuta la sovranità nazionale più ampia possibile”. Secondo la collaboratrice del vescovo di Stoccolma, mons. Anders Arborelius, “in genere per i cattolici appartenere all’Ue è considerata una cosa buona. Specialmente per coloro che rappresentano la prima o seconda generazione di immigrati che hanno le loro ‘radici’ in altri paesi europei: quali ad esempio polacchi, italiani, croati, ungheresi, tedeschi, irlandesi. Per tutti costoro è piuttosto naturale sentirsi ed essere ‘europei'”. Quanto agli svedesi, la situazione appare divisa: “Da una parte ci sono coloro che apprezzano il fatto che sia più facile viaggiare, importare liquori, studiare e lavorare in altre nazioni del continente. Dall’altro lato stanno coloro che deplorano l’Ue per l’alto livello di disoccupazione, i tagli allo stato sociale, che costa molto divenire stati membri dell’Unione, soprattutto che quasi ogni cosa è decisa al di sopra delle nostre teste a Bruxelles”. Comunque, conclude, “le giovani generazioni sono in genere più aperte e possibiliste e probabilmente nel giro di dieci-quindici anni l’attuale opposizione all’Ue verrà meno, soprattutto se si realizzerà una vera crescita economica unita alla possibilità di combattere il terrorismo e sviluppare la pace proprio grazie alla forza dell’Europa unita”.