ELEZIONI EUROPEE: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – Recatisi in massa alle urne per il Parlamento europeo grazie anche all’abbinamento con il turno amministrativo generale, gli italiani hanno espresso un voto accorto.
Se prendiamo i risultati delle europee per quello che l’avevano inteso i capi dei principali partiti, a partire dal presidente del Consiglio, e cioè per una sorta di attendibilissimo sondaggio sulle preferenze degli italiani tra i poli ed all’interno degli stessi, la tradizionale saggezza dell’elettorato risalta in modo ancora più evidente. In buona sostanza infatti, facendo la somma delle percentuali di partiti e partitini, gli italiani hanno sospeso il giudizio. Né l’attuale maggioranza può sentirsi sicura di essere confermata tale alle politiche in calendario tra due anni, né l’attuale opposizione può considerasi maggioranza virtuale. Ad una parte ed all’altra dell’attuale bipolarismo maggioritario insomma gli elettori mandano a dire che occorre lavorare, e molto, per conquistarsi il voto. Occorre lavorare soprattutto sul buongoverno (e sulla buona opposizione): cioè impegnarsi giorno per giorno, per migliorare concretamente le cose: troppo saggi sono gli elettori per subire le seduzioni degli effetti annuncio o della preconcetta propaganda.
Se questo vale in senso generale, vale ancora di più all’interno dei due maggiori schieramenti. Spicca qui il vistoso dimagrimento di Forza Italia, al di sotto dell’obiettivo fissato dal suo fondatore, come pure la prestazione della lista unitaria del centro-sinistra, incapace di andare al di là della somma dei suoi componenti. All’interno della maggioranza ritorna d’attualità la cosiddetta “verifica”, cioè un riequilibrio, mentre nello schieramento di opposizione rispunta il ruolo – chiave del partito della Rifondazione comunista.
Tra due settimane i risultati dei ballottaggi amministrativi forniranno ulteriori elementi di riflessione, secondo la logica del maggioritario, che già premia il centro sinistra in alcune significative circostanze. È certo comunque che il finale di legislatura richiede da tutti gli attori politici un salto di qualità, per potere al meglio presentarsi all’appuntamento con un elettorato prudente, accorto, attento.
Se passiamo dall’orizzonte “domestico”, al merito europeo delle consultazioni, si confermano al livello continentale preoccupate considerazioni, a partire dalla partecipazione, a livelli irrisori nei nuovi entrati dell’Europa centrale e complessivamente ferma al 44,2%, la più bassa dal 1979.
Ci sarà molto da fare per definire un quadro costituzionale e costruire un dibattito politico di respiro continentale. Auguriamoci che gli eurodeputati e le forze politiche italiane possano giocare quel ruolo trainante che è nelle loro possibilità e nelle attese di tutti i cittadini e delle forze vive del nostro Paese.