” “Il Papa ha dedicato un capitolo del suo discorso a Bush alla “sfida del terrorismo internazionale”, che “rimane una fonte di preoccupazione costante”, poiché “ha seriamente minato le relazioni normali e pacifiche tra gli Stati e i popoli a partire dalla tragica data del’11 settembre del 2001”, definita dal Papa stesso “una pagina buia nella storia dell’umanità”. Giovanni Paolo II è poi sembrato riferirsi indirettamente allo scandalo delle torture nel carcere di Abu Ghraib, quando ha ricordato che “nelle scorse settimane altri deplorevoli eventi venuti alla luce hanno turbato la coscienza civile e religiosa di tutti, e reso più difficile un sereno e risoluto impegno a condividere i valori umani: in assenza di tale impegno – ha ammonito subito dopo il Santo Padre – né la guerra né il terrorismo saranno mai vinti”. Di qui l’auspicio: “Possa Dio garantire forza e successo a tutti coloro che non cessano di sperare e lavorare a favore della comprensione tra i popoli, nel rispetto della sicurezza e dei diritti di tutte le nazioni e di ogni uomo e donna”. Non è mancato, nelle parole del Papa, un accenno alle cosiddette “guerre dimenticate”, nell’apprezzamento rivolto all'”impegno” del governo americano e delle “numerose agenzie umanitarie, particolarmente quelle di ispirazione cattolica”, per “sconfiggere le condizioni sempre più intollerabili nei vari Paesi africani, dove le sofferenze causate dai conflitti fratricidi, dalle malattie pandemiche e dalla povertà degradante non possono essere più a lungo trascurate”.