VESCOVI EUROPEI (CCEE): A NAMUR, BELGIO, SI PARLA DI SALVAGUARDIA DEL CREATO E DI AMBIENTE (2) (dall’inviato Sir a Namur)

“La sfida dell’ambiente è stata ed è un’occasione importante per il cammino ecumenico dei cristiani”. Lo sostiene Lukas Vischer, della chiesa riformata svizzera, intervenuto alla sesta consultazione Ccee sulla responsabilità per il creato, a Namur, in Belgio. “Le chiese – ha spiegato Vischer a confronto nel pomeriggio con un rappresentante ortodosso del Patriarcato ecumenico e l’arcivescovo Patrick Kelly, di Liverpool, sul contributo delle Chiese per lo sviluppo sostenibile – hanno scoperto la questione dell’ambiente e si sono confrontate con la crisi ecologica, anzitutto in chiave ecumenica”. “In un certo senso, si tratta di una questione post-confessionale? è una questione di approccio: non si deve parlare in primo luogo di contributo confessionale”, insiste il Vischer. E aggiunge: “La mia esperienza è che abbiamo scoperto una prospettiva di testimonianza cristiana sull’ambiente nel contesto del movimento ecumenico. Ogni confessione, certo, ha risposto poi con le sue caratteristiche, ma all’interno del movimento ecumenico”. Così, allora, il contributo particolare delle chiese protestanti, per l’esponente svizzero, “è stato ed è quello dello sforzo di reinterpretazione delle Scritture. E la nostra peculiarità, senza la Bibbia non si può andare da nessuna parte”. Sul ruolo delle Chiese nei confronti della questione ambientale insiste anche il vescovo di Brugge, mons. Roger Vangheluwe: “Siamo coscienti delle minacce alla terra e del grande interesse che il tema dell’ambiente riserva soprattutto per i giovani. Insieme possiamo giocare un ruolo importante, con gli attori politici e istituzionali. Il nostro impegno per mantenere la creazione è responsabilità comune per il futuro”.