Opporsi all’equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio non è una "crociata" della Chiesa, ma "un servizio che, secondo le regole del regime democratico, chi è credente e fedele al Vangelo deve rendere alla società". E’ quanto scrive il card. Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze, in un editoriale che apparirà sul numero di "Toscana oggi" (il settimanale cattolico della regione) in distribuzione da domani. A proposito del patrocinio e del contributo economico dato dalla Giunta regionale della Toscana al "Toscana Pride 2004"), Piovanelli puntualizza: se "riconoscimento della condizione omosessuale viene inteso come rispetto della persona, della sua inalienabile dignità e della sua libertà e come lotta ad ogni discriminazione in base all’orientamento sessuale, i cristiani non solo non esitano a dichiararsi d’accordo, ma sono in prima linea nella ricerca di tutte le vie possibili perché questo si realizzi". Se, invece, "il sostegno della Regione Toscana intende in modo espresso o surrettizio le ‘pari opportunità’ come equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio così come è configurato dalla nostra tradizione cristiana e riconosciuto dalla nostra Costituzione, siamo contrari decisamente. La nostra opposizione è decisa, ma serena, perché siamo consapevoli che non si tratta, come qualcuno ogni tanto dice e scrive, ma di una ‘crociata’ della Chiesa. Si tratta di un servizio che, secondo le regole del regime democratico, chi è credente e fedele al Vangelo deve rendere alla società". "La morale e la pastorale cattolica ricorda Piovanelli resisteranno sempre a tutte le correnti che in vari modi cercano di ‘glorificare’ il comportamento omosessuale e nello stesso tempo sempre si impegneranno perché i diritti di ogni persona, anche omosessuale, siano pienamente rispettati e promossi" (segue). ” ”