PROCREAZIONE ASSISTITA: "LETTERA" ALLA RAI CONTRO LA "CENSURA" PER CHI DIFENDE LA NUOVA LEGGE

Una lettera – indirizzata alla Commissione di vigilanza della Rai, al ministro Gasparri, al Cda e al Direttore generale della Rai –  per chiedere la "par condicio" televisiva in materia di informazione su chi "difende" e chi "critica" la nuova legge sulla procreazione medicalmente assistita, attraverso un’"informazione imparziale" in cui "le diverse posizioni culturali e i diversi giudizi sulla legge 40/04 abbiano perlomeno uguale uguaglianza ed uguale opportunità". E’ l’iniziativa congiunta del Movimento per la Vita, del Forum delle Associazioni Familiari e del Forum degli operatori sanitari, secondo i quali "appare singolare che la Commissione abbia agito sotto lo stimolo dei promotori del referendum che di spazi informativi ne hanno avuto, nelle testate Rai così come in quelle private, in abbondanza, sicuramente in misura drammaticamente maggiore di quanto non sia stato garantito a chi ritiene di difendere la legge. Anzi, se qualcuno dovesse lamentarsi di una sostanziale censura, dovrebbe essere proprio il fronte che quella legge ha voluto e che si è lungamente impegnato nel dibattito sociale, culturale e politico affinché il nostro paese uscisse dal Far west procreatico". A parere delle associazioni citate, quindi, "la richiesta di maggior spazio informativo è senz’altro condivisibile", a condizione però che "venga garantita la ‘par condicio’ e sugli schermi televisivi comincino ad apparire anche le ragioni di chi la legge la difende e non soltanto quelle di chi la critica". "Altri – si legge ancora nella lettera a proposito dell’iter che ha portato alla  legge 40/2004 – hanno tentato per anni di bloccare questa legge e ora dopo aver fallito il boicottaggio politico tentano la strada referendaria. Ma come si è espresso il Parlamento, così anche il Paese, se correttamente informato, saprà scegliere per una legge rispettosa di tutti i soggetti coinvolti nelle procedure di fecondazione artificiale, a cominciare dal più debole ed indifeso, cioè il bambino generato, ma non ancora nato".