"Soddisfazione per il fatto che il ministro Sirchia non ha subito le pressioni di chi avrebbe preteso da un suo provvedimento attuativo la modifica della legge sulla fecondazione assistita" è stata espressa dal Movimento per la vita (Mpv) in un comunicato diffuso ieri. "Proprio la coerenza delle Linee guida con la legge afferma Carlo Casini, presidente del Movimento – dimostra la falsità di molte affermazioni che sulla legge erano state fatte. È il caso di quella secondo la quale si sarebbero costrette fisicamente le donne a ricevere l’embrione anche a seguito di un ripensamento. Questo ripensamento era e resta illecito perché successivo ad una scelta precisa ed informata della donna che aveva portato alla generazione di un figlio, ma se questa illiceità resta come indicazione di valore e come guida all’azione essa non ha alcun riscontro poliziesco o di coercizione fisica". "È significativa aggiunge Casini – la distinzione, che il ministro mutua dalla legge, tra diagnosi genetica preimpianto ed osservazione non invasiva dell’embrione. La prima, vietata, ha lo scopo di scoprire un’eventuale malattia anche a costo di uccidere embrioni sani – perché l’embrione sottoposto a biopsia è un embrione ferito quasi sempre a morte – e comunque l’unico intervento a cui conduce è l’eliminazione dell’embrione". La semplice indagine osservazionale, invece, per il presidente del Mpv, "ha lo scopo di far vivere quell’essere umano, accertandone lo sviluppo ed il momento adatto al trasferimento in utero. È cioè fatta comunque nell’interesse del bambino e per questo accettata dalla legge che ha come scopo primario quello di affermare che i diritti tra i soggetti coinvolti nella fecondazione artificiale sono almeno uguali".