"La situazione in Sudan è talmente compromessa, in più di vent’anni di conflitto, due milioni di morti, cinque milioni tra sfollati e rifugiati" si legge ancora nella nota vaticana – da essere stata definita un "Ruanda al rallentatore". "Cor Unum" aveva già inviato nel Darfur un aiuto finanziario tramite l’Alto Commissario per i Rifugiati. La Santa Sede ricorda che è possibile rispondere all’appello lanciato dalla rete Caritas congiuntamente ad Action by Churches Together facendo donazioni sul c/c postale n. 603035 intestato al Pontificio Consiglio Con Unum per Darfur". Nella lettera inviata dal card. Angelo Sodano, segretario di Stato vaticano, a mons. Cordes per la sua "missione", si evidenzia che il recente accordo tra il governo di Khartoum e l’Esercito di liberazione del popolo sudanese (Spla-Splam) "ha aperto bune possibilità di pace e di sviluppo per l’intero Paese" e ci cita la "seria" situazione umanitaria" del Darfur, al cui popolo la comunità internazionale è chiamata a dare "tutto l’aiuto umanitario necessario", intensificando gli "forzi per raggiungere una soluzione equa", in grado cioè di "rispettare i diritti umani fondamentali, specialmente il diritto alla vita, alla libertà politica e religiosa e ad un’esistenza pacifica nei propri territori".