PROCESSO COGNE: COLOMBO (CATTOLICA), "PRIMA CHE IN TRIBUNALE SI È SVOLTO SUI GIORNALI E IN TV" (2)

Secondo Colombo, "favorire l’emotività crea spaccature nell’opinione pubblica, dividendola in innocentisti e colpevolisti. A guardare quello che succede oggi sembra che non esista più nessun un fatto che non possa essere trasformato in un conflitto di opinioni".
"Occorre ricordare – ha proseguito – che la verità processuale non è la verità con ‘v’ maiuscola. Il problema è che, senza dire se la condanna è corretta – bisognerà aspettare eventuali ricorsi – agitare il confronto di periti, di giornalisti, di psichiatri e di politici spesso va in una direzione diversa da quella processuale. Equivale a costruire due luoghi della verità, ma di questi solo quello della verità processuale ha la legittimità formale. Il processo va avanti e non segue la regola mediatica. Le regole processuali non sono quelle dell’informazione con la conseguenza di avere degli shock, come sembra avvenire nel caso di Cogne".
"Il nome del vero colpevole, annunciato dal legale della famiglia Franzoni, Carlo Taormina, fa parte di quella strategia di annunci che è tipicamente mediatica e che serve a catturare spazio sui giornali ma non paga sul piano del discorso processuale. O almeno questa è la speranza. Se così non fosse allora ci sarebbe da preoccuparsi".” “