” “”Tragedie” come quella che si è consumata sabato scorso, con lo spaventoso incidente sulla A1 che ha provocato 6 morti e 41 feriti, “paradossalmente” invitano a “riscoprire la bellezza e la fragilità della vita”, un “dono grande e straordinario che si può perdere da un momento all’altro, all’improvviso, a volte per cause che non dipendono neanche da noi”. Ne è convinto mons. Carlo Rocchetta, teologo moralista, che commentando per il Sir l’evento che ha monopolizzato in questi giorni le pagine dei giornali – mette l’accento sulle “famiglie distrutte” e sul “carico di dolore che ciascuna di esse porta con sé”: un monito, questo, a “riflettere sul senso dello ‘stupore’ che dovrebbe suscitare il grande dono di avere una famiglia, con la conseguente volontà di salvaguardarla e proteggerla ad ogni costo, preoccupandosi per tutto quello che può farle male”. Al di là dell’effettiva dinamica dei fatti, ancora pienamente da accertare, secondo il teologo nella tragedia di sabato (come in altre analoghe, frutto degli incidenti stradali che riempiono le strade soprattutto d’estate) ci sono “responsabilità individuali, culturali e sociali”: a partire da quella elementare che “ogni nostra azione, anche la più apparentemente lieve, come buttare un mozzicone acceso da un finestrino, ha sempre precise conseguenze. Non c’è un’azione che non abbia riflesso sugli altri: lo ‘stile di vita’ di ognuno di noi dovrebbe ritrovare una maggiore accortezza nel rispondere dei nostri atti, atteggiamenti, parole”.