Una modifica del nuovo Statuto della Toscana sul tema delle coppie di fatto perché su questo punto c’è “motivo di preoccupazione”. È quanto chiedono i vescovi Conferenza episcopale toscana (Cet), in una lettera al presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini. Nei prossimi giorni, infatti, è prevista l’approvazione in “seconda lettura” dello Statuto. La lettera, firmata dal presidente della Cet, l’arcivescovo di Pisa Alessandro Plotti, sarà pubblicata sull’ultimo numero del settimanale cattolico regionale “Toscanaoggi” (in edicola domani). “A nome dei vescovi membri della Conferenza episcopale toscana scrive tra l’altro mons. Plotti prima di tutto intendo esprimerle cordiale attenzione al lavoro della Regione Toscana in questa fase istituzionale e ribadire i contenuti del contributo in materia di Statuto Regionale” che fu a suo tempo presentato alla Commissione Statuto da mons. Gastone Simoni. “Avemmo già modo continua mons. Plotti di rallegrarci per la positiva accoglienza di alcune delle attenzioni proposte, in particolare i principi di solidarietà e di sussidiarietà nonché la tutela e promozione della famiglia fondata sul matrimonio”. Ma a un’attenta analisi del testo e soprattutto dell’articolo 4 dove si parla delle “finalità prioritarie” della Regione i vescovi hanno concentrato l’attenzione sulla formulazione del punto “h” che “è motivo di preoccupazione”. Attualmente nel testo si legge che la “Regione persegue, tra le finalità prioritarie”, “la tutela e la valorizzazione della famiglia fondata sul matrimonio” e “il riconoscimento della altre forme di convivenza”. I vescovi suggeriscono che quest’ultimo punto sia sostituito con “il riconoscimento di alcuni dirittidoveri, inerenti le persone impegnate stabilmente in altre forme di convivenza”. Cambiamento non di poco conto perché sposta l’ago della bilancia sui “dirittidoveri” togliendo peso al riconoscimento delle coppie di fatto. E legandolo al carattere stabile della convivenza.