Piccoli prestiti per pagare farmaci, bollette, abbonamento all’autobus, testi scolastici: è il microprogetto avviato da gennaio dal centro di ascolto San Nicolò di Treviso in collaborazione con le Caritas parrocchiali, la spia di un disagio economico delle famiglie che non risparmia il ricco Nord-est italiano e al quale dà risalto l’ultimo numero di ‘La vita del popolo’, settimanale della diocesi veneta. “Le famiglie denuncia ‘La vita del popolo’riportando l’affermazione di Tiziano Vecchiato, direttore scientifico della Fondazione Zancan, che sui metodi di raccolta dati sulla povertà locale e regionale ha svolto un seminario di ricerca a fine giugno acquistano con rate e prestiti, spostando avanti nel tempo il problema di come pagare. Questo consente di mantenere un tenore di vita apparentemente buono, salvo non sapere quanto potrà reggere”. Per questo “alcune ricerche evidenziano una crescita di povertà nascosta e ‘dignitosa’, dove le famiglie non manifestano il problema e nel contempo riducono i consumi alimentari e altri consumi legati ai bisogni primari”. Gli esperti la chiamano la ‘sindrome della quarta settimana’: le famiglie esauriscono le proprie risorse nei primi 20 giorni del mese e nell’ultima settimana smettono di spendere, anche per i generi alimentari (ricerche di mercato stabiliscono una diminuzione a fine mese della vendita di latte fresco fino al 10%). “Registriamo sottolinea ‘La vita del popolo’ attraverso la voce di Renato Salvadori, presidente dell’Ascom (Associazione commercio, turismo e servizi) di Treviso l’aumento del ricorso alle carte di credito per l’acquisto di generi alimentari ma anche il ritorno della ‘vendita a credito’ e quindi al negozio sotto casa, l’unico che garantisce questa possibilità”.