Un’eventuale campagna referendaria per l’abrogazione della legge sulla procreazione medicalmente assistita, approvata cinque mesi fa, risicherebbe di “buttare via” e “annullare” una legge” condivisibile” nella sua filosofia di fondo – anche se non “cattolica” – in quanto “tutela tutti i soggetti coinvolti: il nascituro, la donna, la coppia, la famiglia”. Antonio Spagnolo, del Centro di Bioetica dell’Università Cattolica, commenta in questi termini al Sir la consegna di tre quesiti referendari per l’abrogazione di alcuni articoli della legge n. 40/2004, depositati oggi in Cassazione da parte di uno “schieramento trasversale” di parlamentari e associazioni. Oltre ai tre quesiti referendari citati (relativi ad articoli sulla salute delle donne, sulla libertà della ricerca e sulla possibilità di praticare la fecondazione eterologa) sono stati presentati altri due quesiti: uno che chiede l’abrogazione dell’art. 1 della legge ed un altro che ne propone l’abrogazione totale. In attesa della risposta della Cassazione, Spagnolo esprime l’auspicio che l’eventualità del referendum non porti ad un nuovo “scontro” sulla legge in questione ed esita ad “evirare possibili fratture all’interno del mondo cattolico”, in quanto” rischiano di fare il gioco di chi vuole annullare una legge che non contiene elementi migliorabili, tranne che nel senso, semmai, di colmare il divario tra i principi della morale cattolica e alcuni aspetti” della nuova normativa, che “sul piano giuridico costituisce un buon risultato”. La nuova legge, obietta infatti Spagnolo, non mette mai “in pericolo” la salute della donna, in quanto “prevede una gradualità progressiva, prima di arrivare ad intervenire in maniera invasiva o sostitutiva sul corpo della donna”. La rivendicazione della “libertà di ricerca”, invece, per Spagnolo nasconde la richiesta di utilizzare cellule staminali embrionali, che oltre ad essere “una chimera” pone “grossi problemi etici” ed è sconfessata sul piano scientifico dal “successo” dell’utilizzo di cellule staminali adulte. Il divieto per la fecondazione eterologa, infine, lungi dall’essere una rivendicazione “retrograda” o “cattolica” è in realtà l’unico modo per scongiurare pratiche come la “maternità surrogata” o la donazione anonima di sperma e ovociti.