CAP ANAMUR: PADRE TRASPARANO, “UN’ODISSEA DURATA TROPPO A LUNGO”

” “Gratitudine al governo italiano “per aver autorizzato lo sbarco dei profughi a Porto Empedocle”, ma anche preoccupazione “nell’attesa di conoscere quale sarà la definizione del loro stato giuridico”. È quanto esprime al Sir padre Gaspare Trasparano, il missionario comboniano che con il confratello Cosimo Spadavecchia ha assistito per tre giorni i 37 profughi sudanesi a bordo della nave tedesca Cap Anamur, ora accolti dal Centro di permanenza temporaneo di Agrigento. Padre Spadavecchia, che ha trascorso molti anni in Sudan e ne conosce la lingua, è riuscito ad entrare nel Centro e riferisce che “i profughi sono stati rifocillati e forniti di abiti puliti e stanno per iniziare le procedure di identificazione”. “Finalmente sono potuti scendere, ma la loro odissea è durata troppo a lungo – prosegue padre Trasparano – tre settimane in mare aperto e in acque internazionali hanno causato nervosismi e grave tensione psicologica, tali da aver indotto il comandante a chiedere l’autorizzazione allo sbarco. Ora appaiono tutti un po’ più sollevati, ma l’incertezza sul proprio futuro continua a pesare”. Con i profughi, 24 musulmani e 13 cristiani, padre Gaspare Trasparano racconta di aver tenuto “un momento di preghiera interconfessionale” a bordo della nave. “Mi dispiace – conclude – che siano stati accolti come se fossero dei clandestini; mi auguro che, dopo gli accertamenti di rito ognuno di loro possa formulare immediatamente la propria richiesta di asilo politico”.