” “”Siamo molto soddisfatti per questa ratifica. Non si tratta di privilegi concessi alla Chiesa cattolica ma di un passo importante nella direzione del bene comune di tutti i cittadini”. È la prima reazione dei vescovi slovacchi, affidata alle parole del loro portavoce, mons. Marian Gavenda, alla notizia dello scambio, avvenuto oggi a Bratislava, degli strumenti di ratifica dell’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica di Slovacchia sull’educazione e istruzione cattolica, firmato a Bratislava il 13 maggio scorso. “L’Accordo spiega al Sir il portavoce introduce l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, a partire dalla prima elementare, e, in alternativa per i non cristiani, quello di etica. Inoltre, stabilisce il finanziamento delle scuole cattoliche al pari di quelle statali e l’aiuto economico per l’Università cattolica e altri centri universitari. Nell’Accordo viene sancita anche la possibilità da parte della Chiesa di aprire scuole materne e asili. Con l’entrata in vigore dell’Accordo tutta l’attività della Chiesa nel campo dell’educazione dell’istruzione dei giovani viene riconosciuta e garantita di fronte a delle tendenze che premono per una marginalizzazione della religione nel mondo della scuola”. “Contestualmente all’Accordo con la Santa Sede conclude mons. Gavenda – la Repubblica slovacca ha provveduto a ratificare anche quelli con altre fedi cristiane presenti nel Consiglio ecumenico delle Chiese”.