” “”Preoccupazione e inquietudine” per gli annunciati tagli ai fondi per l’editoria (del 30% per il 2004 e del 50% per il 2005 e 2006) viene espressa oggi dalla Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici, che con il consis, suo braccio tecnico-giuridico, aderisce, insieme ad altre realtà compreso Avvenire, al Coordinamento dei media non profit. La federazione chiede al governo e alle istituzioni competenti “di non ridimensionare al ribasso, ma anzi di incrementare i sostegni per fronteggiare i costi sempre crescenti che le aziende del settore si trovano a dover sostenere”. Per questo “si invoca il rilancio di provvedimenti legislativi” per “dare impulso all’editoria di informazione radicata sul territorio, prevedendo equi e reali sostegni che tengano conto delle mutate condizioni economiche e di mercato”. Tra i possibili sostegni elencano la Fisc e Consis “una quota della pubblicità istituzionale da riservare ai periodici locali, il mantenimento di tariffe postali e telefoniche agevolate, un migliore e più veloce servizio postale”. Fisc-Consis concludono chiedendo al Parlamento di farsi carico “di questa situazione che mette a rischio non solo testate ormai storiche e la libertà dell’informazione, ma anche aziende editoriali che danno lavoro ad un consistente numero di addetti”. Stesso parere viene espresso dal Coordinamento media non profit, che giudica “assolutamente inaccettabile” “qualsiasi politica di tagli nel settore dell’editoria, che porterebbe alla cancellazione di centinaia di testate che rappresentano una risorsa essenziale per il pluralismo nel nostro Paese”. Il coordinamento fa riferimento al sistema della comunicazione in Italia “profondamente squilibrato e caratterizzato dal peso crescente di poche aziende”, e cita alcuni dati: sulle tv è concentrato il 52% degli introiti pubblicitari (in Francia il 29,8%, in Germania il 24,4%, in Inghilterra il 30,1%). Chiede quindi di “adeguare i fondi, fermi da circa 15 anni; varare la legislazione di sostegno; porre un argine al discrimine a danno dell’editoria di idee e non profit, attraverso una riserva del 10% della pubblicità istituzionale in favore di questa realtà”.