PAPA E BARTOLOMEO I: FAR CRESCERE IN EUROPA LA “COLLABORAZIONE” TRA CATTOLICI E ORTODOSSI; “RADICI CRISTIANE”, LOTTA AL TERRORISMO E DIALOGO CON L’ISLAM LE PRIORITÀ (2)

” “Nonostante i “molti passi positivi” e la “ferma volontà “di “proseguire nel cammino verso la piena comunione”, il Papa e Bartolomeo I, nella dichiarazione comune siglata oggi, non si nascondono gli “ostacoli” incontrati nel camino ecumenico, a 40 anni dallo “storico incontro” tra Paolo VI e Atenagora I a Gerusalemme. Si tratta, spiegano i due firmatari, di ostacoli “di varia natura”, “dottrinali”, ma anche “derivanti da condizionamenti di una storia difficile”, fino ai nostri giorni. I “nuovi problemi” sorti da “profondi mutamenti avvenuti nella compagine politico-sociale europea”, si legge infatti nella dichiarazione, “non sono rimasti senza conseguenze nei rapporti tra le Chiese cristiane”, senza contare che “con il ritorno alla libertà dei cristiani in Europa centrale e orientale si sono risvegliati anche antichi timori, rendendo difficile il dialogo”. Di qui l’esortazione comune a “riattivare al più presto “i lavori della Commissione mista internazionale per il Dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, che “ha segnato, negli ultimi anni, il passo”, ma per Giovanni Paolo II e Bartolomeo I “può restare strumento idoneo per studiare i problemi ecclesiologici e storici, che sono alla base delle nostre difficoltà, ed individuarne ipotesi di soluzione”. “E’ nostro dovere continuare nel deciso impegno di riattivarne i lavori al più presto”, scrivono i firmatari del testo ecumenico, che sembrano riferirsi indirettamente anche alla questione dell’istituzione di un patriarcato cattolico per gli ucraini (fortemente osteggiata da Alessio II), quando parlano della necessità di “affrontare fraternamente alcuni problemi e malintesi che sono recentemente sorti”. Proseguire sulla strada del “dialogo della carità”, perseguendo “unità e pace”: questo l’impegno concreto sottoscritto dalle due chiese, “perché le difficoltà possano essere affrontate con serenità e non rallentino od oscurino il cammino intrapreso verso la piena comunione in Cristo”.