SCANDALO FARMACI: DI VIRGILIO (MEDICI CATTOLICI) E URUDA (FARMACISTI CATTOLICI), FATTO “GRAVISSIMO”, NO A “GENERALIZZAZIONI”

” “Se “confermato”, lo scandalo dei farmaci “sarebbe un fatto gravissimo”, con un “grave riflesso sui cittadini, che perdono fiducia nei propri medici”. Commenta così al Sir Domenico Di Virgilio, presidente dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci), l’indagine della guardia di finanza, che ha coinvolto la multinazionale farmaceutica “Glaxo” di Verona e denunciato oltre 4 mila medici, accusati di reati come “comparaggio”, corruzione, associazione per delinquere, frode fiscale. “Bisogna attendere che la magistratura faccia il suo corso”, prosegue Di Virgilio: “L’impressione è che il numero di medici coinvolti sia troppo elevato: quando però l’accertamento sarà definitivo, anche se solo 10 medici risultassero colpevoli la sostanza non cambierebbe: un medico non può mettere al primo posto l’aspetto economico, il tornaconto personale”, con “grave riflesso sulla vita dei cittadini, che perdono fiducia nei propri medici, già progressivamente incrinata in questi decenni, come dimostra il fatto che dieci milioni di cittadini ricorrono oggi alla medicina alternativa”. Quanto all’inchiesta in corso, Di Virgilio osserva: “Se ci sono responsabilità, sia la Federazione dei medici che la magistratura devono fare il proprio dovere e colpire i colpevoli. Tale fatto gravissimo, se confermato, sarebbe un’onta per la stragrande maggioranza dei medici, che operano in maniera degna e corretta”. Di qui l’invito a “distinguere” e a non “generalizzare” casi come questo, per non dare “un messaggio inverosimile e distorto, non “rispettoso” della categoria”. Un invito a dire no alle “generalizzazioni” viene anche da Piero Uruda, presidente dell’Associazione farmacisti cattolici, secondo il quale il caso Glaxo è frutto di una “grossa compagna scandalistica con intenti poco chiari”, legati a “strumentalizzazioni elettorali” o a “lotte tra case farmaceutiche” che “minano la fiducia delle famiglie e sviliscono il lavoro onesto di tante persone”, oltre a “mettere a rischio migliaia di posti di lavoro”.