Dio è "sovrano del mondo e della storia, pronto ormai a instaurare il suo regno di giustizia, di amore e di verità". Nell’udienza generale di oggi, il Papa ha commentato così il Cantico dell’Apocalisse, in cui "si sente pulsare il cuore dei giusti che attendono nella speranza la venuta del Signore a rendere più luminosa la vicenda dell’umanità, spesso immersa nelle tenebre del peccato, dell’ingiustizia, della menzogna e della violenza". Al centro del Cantico, per il Santo Padre, "il giudizio giusto e risolutivo che il Signore sta per eseguire sull’intera umanità", e durante il quale "egli è giudice, ma anche salvatore; condanna il male, ma ricompensa la fedeltà; è giustizia, ma soprattutto amore". Altra scena dell’Apocalisse commentata dal Papa, quella "grandiosa e gloriosa" dove "si scontrano la donna che ha partorito il Messia e il drago della malvagità e della violenza. In questo duello tra bene e male, tra la Chiesa e Satana ha sottolineato il Pontefice -, all’improvviso risuona una voce celeste che annuncia la sconfitta dell”Accusatore’". "Nella simbolica scena del Libro dell’Apocalisse ha aggiunto il Papa salutando i suoi connazionali i Vegliardi rappresentano i giusti dell’Antica e della Nuova Alleanza. Come eletti essi adorano il Messia, il Giusto Giudice e Salvatore che viene per riscattare l’umanità dalla schiavitù del peccato, della sopraffazione e della menzogna; rappresentano Colui il quale, essendo Amore, condanna il male e premia la fedeltà e il bene. I premiati sono i profeti, i santi e coloro che sono pervasi dal timore di Dio. Coloro che fecero buon uso dei doni ricevuti nel santo battesimo, crescendo nella fede e nella carità".