POMPEI: SI RISTRUTTURANO LE "CASE OPERAIE" COSTRUITE DA BARTOLO LONGO

È stato firmato ieri a Pompei, dal presidente della Giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino, dai commissari prefettizi del Comune di Pompei, Benedetto Fusco, Luigi Armogida e Pasquale Trocchia, e dal vescovo e delegato pontificio per il Santuario di Pompei, mons. Carlo Liberati, il protocollo d’intesa per la ristrutturazione delle cosiddette "case operaie", costruite nel 1887 da Bartolo Longo, e la realizzazione, al loro interno, di una struttura per l’accoglienza familiare e comunitaria di minori in difficoltà, il "Centro per il bambino e la famiglia Giovanni Paolo II", dove sarà svolta attività socio-assistenziale indirizzata alle fasce più disagiate della popolazione locale. Saranno realizzate, a tale fine, sei strutture abitative e una residenza per una piccola comunità di religiose, le suore Domenicane figlie del S. Rosario di Pompei, che avranno cura dei giovani ospiti. Per questo progetto la Regione Campania erogherà al Comune un finanziamento di 3.400.000 euro, mentre il Santuario di Pompei s’impegna a completare i lavori con propri fondi, pari a 1.100.000 euro. "Sono lieto – ha affermato mons. Liberati – che siamo giunti alla soluzione di questo problema, per noi molto grave. Infatti, entro il 2006, dovremo chiudere i nostri centri di accoglienza e, grazie alle nuove case-famiglia, potremo sistemare in modo adeguato i bambini e i ragazzi che ospitiamo. Ciò è stato possibile grazie alla fattiva collaborazione della Regione e del Comune, che ci hanno aiutato in quest’opera, nel pieno rispetto delle leggi vigenti e dei vincoli artistici e ambientali".