“Non nascondente la vostra fede! Non rimanete ai margini del cammino verso il futuro comune. Andate, pensate, parlate, lavorate anche voi, cercate alleanze con tutte le persone di buona volontà!”. Questo l’appello dei vescovi nel “Messaggio di Mariazell”, redatto dalle otto conferenze episcopali che hanno partecipato al Mekt. Elaborato per rispondere alla domanda “Cosa dobbiamo fare oggi e domani noi in qualità di Cristiani in Europa?”, il documento è articolato in sette punti incentrati sugli aspetti della fede: “mostrare Cristo alle persone”, “imparare e insegnare a pregare”, “aumentare e approfondire la conoscenza della fede”, “mostrare segni”, “salvaguardare la cultura della domenica”, proteggere e sviluppare la vita”, promuovere la solidarietà in Europa e in tutto il mondo”. I vescovi ribadiscono la necessità di essere “cristiani missionari”, in un continente europeo, in cui “molte persone conoscono Cristo solo superficialmente o non lo conoscono affatto”. “Le nostre comunità parrocchiali debbono diventare sempre più scuole di preghiera”, si afferma. Il documento sottolinea come i cristiani debbano “conoscere bene la grandiosa struttura generale della fede cristiana, affinché, nell’incontro con le altre religioni e gli altri modelli di vita possano essere presi sul serio”. I vescovi invitano i credenti a esporre “il segno della croce e altri simboli e riti cristiani… nella vita privata e pubblica” e riaffermano il concetto del riposo domenicale. Viene altresì ribadido l’impegno per “la tutela e lo sviluppo della persona e del suo ambiente”, in particolare “per il matrimonio e la famiglia” in quanto “elementi indispensabili della società e della Chiesa”. Sulla solidarietà, infine, i vescovi esortano: “Proseguiamo sul cammino iniziato nel cuore del nostro continente, all’interno della cristianità ecumenica e dell’intera umanità. Il pellegrinaggio dei popoli è e rimane un’importante tappa di questo percorso”.