“Arricchimento culturale e crescita spirituale” ma anche “grave danno alla famiglia”. Questo, per Giovanni Paolo II, possono arrecare i media, che devono perciò essere usati “con sapienza e prudenza”. In occasione della 38ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si è svolta ieri, su “I media in famiglia: un rischio e una ricchezza”, al Regina Coeli il Papa ha richiamato la responsabilità delle famiglie e delle istituzioni al riguardo. “Grazie alle moderne tecnologie ha detto – molti nuclei familiari possono accedere direttamente alle vaste risorse della comunicazione e dell’informazione, e trarne occasione di educazione, di arricchimento culturale e di crescita spirituale”. Tuttavia, ha avvertito il Pontefice, “i mezzi di comunicazione possono arrecare grave danno alla famiglia, quando presentano una visione inadeguata o persino distorta della vita, della famiglia stessa, della religione e della morale”. Di qui il richiamo ad “imparare ad usarli con sapienza e prudenza”.”E’un dovere che concerne anzitutto i genitori, responsabili di un’educazione sana ed equilibrata dei figli” ha proseguito, ma “e’compito che investe, altresì, le istituzioni pubbliche, chiamate ad attuare procedure di regolamentazione atte ad assicurare che i mezzi di comunicazione sociale siano sempre rispettosi della verità e del bene comune”. Il Papa ha quindi ribadito “l’attenzione e la simpatia” della Chiesa per “gli operatori del settore”, con i quali “desidera instaurare un dialogo franco e aperto, per incoraggiarne l’impegno a favore dell’autentico progresso dell’umanità”.