"Profonda angoscia per l’impatto sui bambini delle operazioni militari in atto nella Striscia di Gaza, in particolare per l’attacco missilistico di mercoledì scorso, che ha provocato la morte di almeno 10 palestinesi, la maggior parte dei quali bambini". È quanto esprime il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) in una nota diffusa oggi, dopo tre giorni dall’avvio dell’operazione, denominata "Arcobaleno", lanciata dall’esercito israeliano allo scopo di scoprire e distruggere gallerie sotterranee, usate per contrabbandare armi da guerra e per catturare contrabbandieri e gruppi armati palestinesi operanti nell’area di Rafah. "I bambini palestinesi – dichiara David Bassiouni, rappresentante speciale dell’Unicef a Gerusalemme – hanno il diritto di essere protetti contro ogni atto di violenza commessa nel quadro dell’attuale conflitto israelo-palestinese; come hanno diritto a un rifugio sicuro e ad avere assicurato l’accesso alla scuola e ai servizi sanitari". A causa delle recenti operazioni militari a Rafah – e dell’attacco missilistico di mercoledì – almeno 10 bambini hanno perso la vita; molti altri sono stati feriti e tutti soffrono di traumi psicosociali. In meno di 10 giorni, la demolizione di case in corso a Rafah ha lasciato più di 1.100 palestinesi senza tetto, dei quali circa 600 sono bambini. Tra il settembre del 2000 e il maggio del 2004, oltre 11.000 palestinesi hanno perso la propria casa. Dall’inizio del conflitto, i bambini israeliani e palestinesi hanno pagato un prezzo enorme: oltre 660 minori sono stati uccisi; di questi 560 erano palestinesi, 104 israeliani. "L’Unicef – dice Bassiouni – richiama lo Stato di Israele a rispettare gli impegni assunti nel quadro della Convenzione sui diritti dell’infanzia, proteggendo i bambini dall’esposizione diretta alle violenze e fornendo a coloro che hanno perso la propria casa un alloggio alternativo".