RAPPORTO 2003 ISTAT: L’ITALIA È IN UNA "FASE INQUIETA. OCCORRE UN SALTO DI QUALITÀ" (2)

L’Unione europea a 25 Paesi diventa la prima area per dimensione economica del mondo, con una produzione pari al 21% del Pil mondiale, il 41% delle esportazioni mondiali e 455 milioni di abitanti. È quanto risulta dal Rapporto annuale 2003 dell’Istat, presentato oggi a Roma. Ma l’ingresso di 10 Paesi ha comportato la riduzione del 9% del Pil pro capite medio dell’Ue25 rispetto all’Ue15 e l’aumento di un punto nel tasso di disoccupazione (dall’8 al 9%). Il divario rimane quindi elevato. L’allargamento comporterà inoltre l’uscita di molte regioni europee dalle aree di intervento di Obiettivo per la ripartizione dei Fondi strutturali europei, tra queste anche la Basilicata e la Sardegna. Allarmanti i dati sulla povertà. Il 15% degli abitanti della vecchia Europa (55 milioni di persone) è a rischio povertà. Nel 2002 risultano povere 2 milioni 456 mila famiglie italiane (l’11% del totale) . L’8% delle famiglie (1 milione e 800 mila) è quasi povero. 14 famiglie su 100 hanno difficoltà nel sostenere le spese per l’affitto, il 9% ha problemi per pagare le bollette e comprare vestiti. Aumentano le donne lavoratrici, ma il 36% delle neo-madri ha difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia. Tra i neo-padri solo il 7% fruisce del congedo parentale (contro il 27,1% delle donne) e solo il 4% intende fruirne in futuro. Sei bambini su 10 sono affidati ai nonni e solo 2 frequentano l’asilo nido (mancanza di posti, rette troppo onerose, carenza di asili nel comune di residenza). Il 45,2% delle madri usa la flessibilità dell’orario di lavoro. Il volontariato è una componente ormai strutturale del panorama sociale del Paese. I volontari sono 4 milioni, il 51,4% svolge l’attività per associazioni o gruppi ‘laici’, ma il dato varia nelle diverse aree territoriali. Al Sud i volontari operano maggiormente in associazioni di ispirazione religiosa.