"Le persone senza dimora non sono persone condannate a vivere per sempre nella marginalità. Comprendere che il cambiamento della persona è possibile, è importante per mettere in atto strategie diverse e a lungo periodo". È questo il messaggio che lancerà la Fiopsd , la Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora, che promuove domani a Genova in collaborazione con il comune e l’assessorato alla città solidale, un convegno nazionale sul tema "Grave marginalità: qualità della rete come chiave del cambiamento". Secondo gli ultimi dati disponibili della Caritas italiana e della Fondazione Zancan, si calcola che in Italia ci siano 20 mila persone senza dimora e in grave marginalità adulta. "Ma i dati spiega Stefano Galliani, presidente della Fiopsd sono sicuramente in difetto". Il mondo della marginalità adulta è un mondo estremamente complesso e le statistiche non considerano, per esempio, chi vive nelle clandestinità. "L’opinione pubblica e i rappresentanti del mondo politico dice Galliani ritengono che ad un disagio così estremo come quello vissuto dalle persone senza dimora si possa rispondere solo con modalità ed interventi di emergenza. È invece importante sapere e la nostra esperienza lo dimostra che il cambiamento della persona è possibile così come l’accompagnamento dalla condizione di estremo bisogno al recupero e addirittura al reinserimento nel contesto sociale". Il presidente Galliani parla di "interventi in rete" che coinvolgano professionisti (educatori e psicologi) e prevedano "servizi su diversi livelli" (dalle unità di strada all’accompagnamento nel mondo del lavoro). Le associazioni criticano anche il governo che non ha provveduto a rifinanziare il "decreto D’Alema" che nel 2000 aveva stanziato fondi alle grandi città per strutture di accoglienza. "Le risorse commenta Galliani sono sempre di meno o nulle e sono impiegate esclusivamente per tamponare situazioni di emergenza".