"La popolazione irachena si sente ferita nella sua dignità e non dimenticherà facilmente questa gravissima vicenda". È quanto afferma mons. Fernando Filoni, nunzio apostolico a Baghdad, a proposito delle torture inflitte ai prigionieri iracheni detenuti nel carcere di Abu Ghraib, nella periferia ovest di Baghdad. In un’intervista rilasciata al mensile internazionale "30 Giorni nella Chiesa e nel mondo" (in questi giorni in edicola), mons. Filoni dichiara che, dopo questa vicenda, "in Iraq c’è indignazione e anche disillusione da parte di tutti. Davanti a questi fatti, in molti scatta un paragone, quasi scontato: le cose negative che accadevano in passato, e che tutti conoscevano, riaccadono anche oggi, proprio negli stessi luoghi e, fatto più grave, compiute da chi diceva di voler cancellare proprio quel passato". Secondo il nunzio apostolico a Baghdad, "è stata compromessa la credibilità e dubito che potrà essere del tutto ripristinata". Sulla vicenda delle torture è intervenuto oggi anche il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che, incontrando al Quirinale il presidente tunisino Ben Ali, ha affermato: "L’attuale situazione, già difficile, è ora drammaticamente aggravata dalle rivelazioni delle torture e degli altri disgustosi comportamenti, lesivi della dignità della persona umana, intollerabili per una democrazia. Auspichiamo e confidiamo che sia fatta piena luce su tutte le responsabilità e che sia fatta giustizia in pubblici processi".