” “Colorati e fantasiosi, socievoli e schietti. Vestiti ora con jeans e magliette con i colori delle squadre di calcio, ora con seriosi abiti grigi, ora con costumi tipici dei paesi d’origine. Gli oltre 400 giovani che hanno “invaso” il Consiglio d’Europa per un meeting internazionale sulla globalizzazione che si conclude sabato 8 maggio, regalano una ventata d’aria fresca a questa istituzione, fondata nel 1949 e che oggi raccoglie 45 Stati. All’ordine del giorno svariati temi: tra i più gettonati l’educazione alla multiculturalità, la pace e lo sviluppo delle nazioni povere, la necessità di investire sull’educazione, la lotta all’Aids, la possibilità di accedere ad un lavoro “che non costringa afferma Maria, spagnola, durante un lavoro di gruppo – a pensare solo alla carriera e al guadagno”. Ma questi ragazzi hanno anche il timore che le guerre in corso generino nuove violenze, denunciano i rischi insiti nel Web dopo averne esaltate le potenzialità comunicative. Quasi tutti si esprimono in inglese, mostrano grande disponibilità all’ascolto, si raccontano le esperienze personali e le curiosità dei rispettivi Paesi. Molti provengono da gruppi e movimenti religiosi (presenti cattolici, protestanti, ortodossi, musulmani…); quasi tutti lamentano le “eccessive pressioni psicologiche degli adulti sul nostro vivere l’affettività e il sesso” – puntualizza Ivo, russo. Tra le associazioni presenti figurano gli scout, i giovani federalisti, vari gruppi nazionali di universitari, Pax Christi, la Croce Rossa, sigle attive nel commercio equo, Youth Action for Peace, Etuc (sindacati europei), Helsinki Citizen Assembly, diverse federazioni di partiti europei.