“L’iniziativa di Stoccarda – ha spiegato questa mattina Gerhard Pross, a nome del Comitato promotore – nasce dall’incontro di due grandi fiumi: da una parte il Consiglio dei responsabili dei movimenti e delle comunità evangelici che dal 1969 riunisce in Germania 120 realtà; dall’altra l’incontro di Pentecoste ’98 durante il quale il Papa ha invitato i movimenti cattolici a collaborare insieme”. “E’ davvero un momento di grazia particolare – ha aggiunto Pross – perché Dio ci ha chiamato a lavorare insieme ed è un momento di grazia particolare anche per l’ecumenismo dei cuori. Si apre davanti a noi una prospettiva immensa. Siamo di molte nazioni, lingue e culture diverse ma in questi giorni abbiamo sperimentato il miracolo dell’unità, abbiamo visto che le barriere possono cadere e le ferite possono guarire. Con questo non vogliamo dire che non ci sono le divisioni. Siamo qui anche per pregare insieme Dio e per chiedere a lui di farci uno perché il mondo creda che siamo figli suoi”. “Tutti noi – ha detto Friederich Aschoff, leader del Movimento carismatico evangelico – viviamo il dolore della divisione tra le nostre Chiese. Ma se siamo qui è perché abbiamo lavorato per trovare una strada comune, la strada dell’amore e della fraternità, su cui procedere insieme”. Ha parole di speranza per il futuro dell’ecumenismo in Europa anche Helmut Nicklas, direttore dell’Ymca (associazione tedesca di giovani protestanti). “Lo Spirito Santo – ha detto – parla sotto voce ma ha una forza molto potente per unire il popolo di Dio”. Nella sua predicazione, il pastore protestante Thomas Romer ha parlato di mettersi al “servizio della dignità dell’uomo” in tutti i luoghi in cui questa viene ferita e dell'”assenza di Dio” che si avverte nella cultura europea.