TERRORISMO: IN UN LIBRO LA RICETTA PER COMBATTERLO ALLA RADICE, "L’UNICO MODO È TAGLIARLI I FONDI"

"Seguire la pista del denaro, andare all’origine dei finanziamenti e tagliarli". È questo l’unico modo per combattere alla radice il terrorismo. Ma finora, poco o nulla è stato fatto perché "si è voluto favorire la scelta della guerra, affrontare il nemico sui campi di battaglia". È, in sintesi, la tesi e la denuncia contenute in un libro-inchiesta, "La nuova economia del terrorismo", scritto da Loretta Napoleoni, economista e saggista, e pubblicato attualmente in 10 lingue. È diffuso in italiano dalle edizioni Il Saggiatore. "Senza denaro – spiega Napoleoni in un’intervista – che verrà pubblicata sul Sir on line di questa sera – non c’è terrorismo", eppure "pochissimo si è fatto sul fronte della lotta contro il finanziamento dei gruppi del terrore islamico. A detta delle Nazioni Unite il patrimonio di Al Qaeda è a tutt’oggi pressoché intatto; dall’11 settembre ad oggi nel mondo sono stati congelati soltanto 150 milioni di dollari di cui il 70% si trovavano in conti bancari in Occidente, quasi nulla è stato congelato nei paesi musulmani, all’interno del sistema economico islamico, dove la maggior parte dei finanziamenti ha origine". Alla luce dell’inchiesta emerge un volto inedito dei gruppi del terrore. "Con il crollo delle frontiere economiche, questi ultimi, hanno anche avuto la possibilità di legarsi ad organizzazione criminali ed illegali formando un’economia propria il cui fatturato è pari a 1.500 miliardi di dollari annui, pari al 5% dell’economia mondiale". È "il fenomeno della "globalizzazione del terrorismo. Si tratta – spiega Napoleone – dell’ultimo stadio evolutivo dell’economia del terrore. Al Qaeda ne è l’esempio più illuminante, si tratta infatti di una organizzazione armata trans-nazionale, in grado di finanziarsi internazionalmente ed operativa a livello globale".