MISSIONARIO UCCISO IN UGANDA: IL VESCOVO DI PESCIA, “LE DIFFICOLTÀ NON GLI TOGLIEVANO MAI IL SORRISO”

“Le difficoltà in cui viveva non gli toglievano mai il sorriso, la serenità e l’entusiasmo per la sua missione”. Così mons. Giovanni De Vito, vescovo di Pescia (Pistoia), descrive al Sir padre Luciano Fulvi, il missionario comboniano trovato morto questa mattina in Nord Uganda. Lo hanno trovato con una profonda ferita di arma da taglio alla gola nella sua stanza alla missione di Layibi, alla periferia di Gulu. Si pensa ad un episodio di banditismo. Originario della diocesi di Pescia, padre Fulvi era nato ad Uzzano nel 1928. Nel Nord Uganda era impegnato nella pastorale vocazionale nella missione Layibi, dove risiedeva dal 1990. Svolgeva il suo servizio pastorale soprattutto nel campo dell’istruzione e dei giovani. Ha anche una sorella, Suor Maria Daniela, missionaria comboniana in Egitto. “L’ho visto l’ultima volta lo scorso anno – racconta il vescovo – quando ha festeggiato i suoi 50 anni di messa. Era sempre sereno ed entusiasta, aveva avuto un infarto qualche tempo fa ma si era ripreso. Con lui ho scambiato alcune impressioni sulla situazione dell’Uganda, del Sudan e del Centro Africa dove i ‘signori della guerra’ impongono un regime di sopraffazione e di distruzione. Padre Luciano era cosciente della situazione difficile in cui era stato chiamato a diffondere il Vangelo e a dare testimonianza di Cristo”. “Non sappiamo attualmente come si siano svolti i fatti – commenta mons. De Vivo – ma certamente la morte di padre Fulvi va a incrementare il numero dei martiri”. Il missionario verrà ricordato mercoledì 7 aprile durante la messa Crismale in cattedrale a Pescia, con la partecipazione di tutti i sacerdoti della diocesi e dei fedeli. Probabilmente, secondo lo stile dei comboniani, verrà tumulato in Uganda.