"L’automobilista che attenta alla propria vita e alla vita altrui vìola il quinto comandamento, non uccidere". Lo ha dichiarato il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, in un’intervista rilasciata al mensile dell’Aci (Automobil club d’Italia) in occasione della Giornata mondiale della Salute del prossimo 7 aprile, che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha deciso di dedicare quest’anno al tema della sicurezza stradale. In quella data l’Aci promuove su tutto il territorio nazionale la campagna di sensibilizzazione "Il 7 aprile né morti né feriti sulle nostre strade"; un’iniziativa che anche la Chiesa ha deciso di sostenere pregando, durante le celebrazioni eucaristiche di ieri, per la prudenza e la sicurezza degli automobilisti. Ma per Betori la questione va considerata a 360 gradi: "C’è un discorso di fondo che la Chiesa va ripetendo da tempo sul tema della sicurezza, non solo automobilistica. Il discorso è quello del primato della persona". Al riguardo, precisa, "la Chiesa sta già intensificando l’azione perché nelle parrocchie, negli oratori e nelle omelie domenicali venga dato sempre più spazio ai temi della sicurezza, del rispetto della vita e della responsabilità individuale". E intanto l’associazione "Vivisustrada" ha inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture e dei lavori pubblici Pietro Lunardi con la richiesta di precisi interventi per una maggiore sicurezza stradale. Tra questi: una mappatura dei punti a rischio per consentire interventi sulle infrastrutture, il funzionamento dei semafori a tre luci nelle ore notturne, una nuova disciplina che renda obbligatori i corsi di educazione stradale nelle scuole.