LEGGE GASPARRI: MILONE (UCSI), I GIORNALISTI TENTINO DI "ALZARE IL TONO DEL DIBATTITO" E PROPONGANO "DOMANDE DI ETICA"

"Non mi appassiona il dibattito politico o meglio il rischio di strumentalizzazione politica che, sul tema media, rischia di dividere, ancora una volta, i giornalisti in guelfi e ghibellini". Lo afferma Massimo Milone, presidente dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi) in un commento alla legge Gasparri che uscirà sul prossimo numero Sir. Dopo aver ricordato l’impegno, purtroppo senza esito, dell’Ucsi per un "Comitato per la Media Etica", Milone aggiunge: "Mi sembra  così riduttivo, in premessa, il dibattito relativo al riordino del sistema tv ancorato solo ai contenitori e non ai contenuti. Sarò di certo controcorrente ma, in una assenza normativa di anni e di sterili dibattiti ben venga la legge. Certo, ad oggi, rischia di fotografare l’esistente (alimentato negli anni da tutte le forze politiche) ma è un avvio, seppur difficile, in condizioni di mercato internazionale mutato. Il digitale, credo, consentirà alla lunga di aumentare il tasso di pluralismo e libertà. E potrebbe rivelarsi una opportunità per l’emittenza locale". Milone si appella alla responsabilità dei giornalisti, e aggiunge: "Mi chiedo se siamo oggi capaci, come categoria di informatori, di alzare il tono del dibattito. E andare oltre le divisioni della politica. Proprio partendo da una legge di sistema, che tenta di mettere ordine in un groviglio di interessi autodeterminatisi, tentiamo di aprire, sui mass-media e nei mass-media, delle grandi domande di etica".