MEDIO ORIENTE: PERRINO (AIBI), “TENERE FUORI DAL CONFLITTO I BAMBINI. NON SONO CARNE DA MACELLO”

“Teniamo i bambini fuori dalla guerra aiutandoli a coltivare valori di pace e non di vendetta. In questo la presenza degli adulti, i genitori in particolare, è fondamentale”. Per Paola Perrino, responsabile dell’Ufficio per i diritti dei minori dell’Aibi, l’associazione “Amici dei Bambini”, quello che è accaduto ieri a Nablus, dove un palestinese di quattordici anni è stato fermato dall’esercito israeliano a un posto di blocco con indosso un giubbotto esplosivo, è solo “la punta di un iceberg”. “Ancora una volta sono gli adulti a decidere per i più piccoli – ha detto al Sir Perrino – Invece di farsi carico della loro voce li mandano allo sbaraglio come carne da macello in un conflitto di cui non si riesce a veder la fine. Non si può inculcare ad un bambino la cultura della morte”. “Dietro fatti drammatici come questi ci sono situazioni in cui l’adulto deve intervenire per consigliare e indicare. Non possono essere un alibi le drammatiche condizioni di vita nei territori palestinesi. Un padre deve sempre dare il buon esempio. La vendetta e la violenza non devono diventare una normalità per un bambino”. Spetta, dunque, agli adulti insegnare ai bambini determinati valori. “Quale idea si può fare un bambino di fronte a scene di stragi e di violenza, per esempio i treni distrutti a Madrid?”, si chiede Perrino. La risposta è “spiegargli che non si tratta di un gioco ma che è realtà”. “Come Aibi – conclude – stiamo cercando di costruire con i bambini vittime della guerra dei Balcani momenti di incontro con risultati impensabili. Anch’essi, come i loro coetanei mediorientali, hanno subito la guerra, visto la morte e la vendetta. Ora tornano a parlare per dire basta alla violenza e alla vendetta e per gridare tutta la voglia di un mondo che sappia garantire loro una famiglia, un’istruzione ed una vita migliore”.