Dopo i fatti che hanno portato alla sospensione del derby Lazio-Roma c’è "la fortissima la sensazione che il calcio spettacolo sia arrivato alla resa dei conti, sfuggendo al controllo dei suoi stessi manovratori". Ad affermarlo è il presidente del Centro sportivo italiano (Csi), Edio Costantini, che in un comunicato diffuso oggi, denuncia "l’inerzia di fronte al consolidarsi di fenomeni come il doping chimico e finanziario, la violenza da stadio, i bilanci ‘taroccati’, il prevalere degli interessi commerciali su quelli della sicurezza". Per Costantini "domenica sera sono venuti al pettine almeno tre nodi: lo strapotere degli ultras, giunti a diventare essi stessi gestori dello spettacolo; la pericolosità di far giocare le partite maggiormente a rischio in notturna festiva solo per vendere meglio i diritti tv; la cannibalizzazione dello spettacolo sportivo da parte di radio e televisioni, pronte ad enfatizzare acriticamente e in diretta qualsiasi fatto faccia audience, spesso soffiando sul fuoco delle passioni popolari". "La cosa più sbagliata che si possa fare ora aggiunge – è quella di pensare ad un evento eccezionale, scaturito per circostanze casuali. C’è bisogno di dettare nuove regole d’insieme e bisogna farlo a bocce ferme. Anzi, a questo punto, una settimana di stop non farebbe poi così male per riflettere ricordando che il 2004 è l’anno europeo dell’educazione attraverso lo sport. Il nodo da sciogliere è come impedire allo sport di continuare a svilupparsi senza regole. Ed ovviamente conclude – non parliamo solo di regole organizzative e finanziarie, ma anche etiche".