UNGHERIA: UCIP (GIORNALISTI CATTOLICI), "UNA SOCIETÀ FERITA CHE STA CERCANDO DI GUARIRE" (2)

 Anche rispetto all’imminente prospettiva dell’ingresso nell’Unione europea (il 1° maggio prossimo), come ha spiegato padre Laszlo Lukacs, direttore dell’Università Sapientia di Budapest, la società ungherese appare "divisa": "Vi sono gruppi nazionalisti estremi che non vogliono entrare in Europa. La Chiesa, almeno ufficialmente, sostiene l’adesione all’Ue, anche se i vescovi si dicono preoccupati per i possibili influssi occidentali". Non solo di tipo culturale. Padre Lukacs ha denunciato l’assalto degli investitori stranieri "venuti come colonizzatori grazie alla manodopera a buon mercato, e tra questi la Parmalat, la Volkswagen, e le ditte francesi e britanniche, che si sono arricchite a dismisura". Anche Lukacs ha parlato di una pesante eredità del passato da superare ("la gente era abituata a essere circondata da spie, polizie segrete e delatori, tante persone erano obbligate a fare dei rapporti sui loro stessi amici e parenti"), al punto che "si viveva in una sorta di prigione quotidiana, dove paradossalmente andare in carcere per reati d’opinione significava ritrovarsi a fianco di persone migliori". Con la caduta dell’Unione sovietica, ha osservato Lukacs, "abbiamo ricevuto il regalo della libertà ma anche tante illusioni": "La prima lezione da imparare è che la democrazia non è solo un dono offerto dal cielo ma un apprendistato assai duro". In questo panorama anche la Chiesa, in posizione minoritaria, secondo Lukacs "deve trovare un linguaggio nuovo nella catechesi e nella vita pubblica, per trovare dei punti d’incontro con la scienza e la cultura ed uscire dal proprio ghetto".