VOLONTARIATO: FIVOL, SOLO IL 5,5% SONO ANZIANI, PERCHÉ COSÌ POCHI?

Su 550.000 volontari italiani (dati Fivol) gli anziani sono solo 30.000, ossia il 5,5% del totale: perché così pochi, a fronte di un aumento progressivo della popolazione anziana nel nostro Paese? Se ne parla oggi a Roma durante il convegno della Uil Pensionati in corso all’Accademia dell’Arte Sanitaria dell’Ospedale Santo Spirito sul tema "Anziani e disabili protagonisti dei propri diritti". "Si possono ipotizzare alcune risposte – spiega Renato Frisanco, responsabile del settore studi, ricerche e documentazione della Fondazione italiana per il volontariato -: forte attrazione degli anziani verso organizzazioni autogestite di tipo ricreativo; coinvolgimento degli anziani nell’accudimento dei nipoti e supporto alle famiglie dei loro figli; numero cospicuo di anziani che rimane nel circuito lavorativo anche nella terza età". Il mondo del volontariato che opera a beneficio dei disabili muove invece nel Paese più di 800 mila persone attive a vario titolo nelle organizzazioni e rappresenta circa 94 mila volontari di cui 34.400 impegnati esclusivamente e prioritariamente con i disabili. Complessivamente sono in grado di produrre un monte ore di lavoro settimanale non remunerato equivalente a quello di circa 8.000 persone impegnate in un orario di lavoro a tempo pieno. Le organizzazioni di volontariato in questo ambito sono più diffuse nel Nord – che rappresenta il 50,4% delle unità – e denotano una prevalenza del genere femminile (55 volontari su 100). L’incontro, spiegano i promotori, è "l’occasione per sottolineare l’impegno nella tutela delle persone disabili e degli anziani non autosufficienti, le disfunzioni e i problemi relativi all’invalidità e alla non autosufficienza, le possibili convergenze tra organizzazioni dei pensionati, associazioni di volontariato e organizzazioni dei disabili". ” ”