” “”Nonostante tutto rimane nel cuore dell’uomo la sete di Dio”. Con questa convinzione dall’11 al 13 marzo cardinali, vescovi e consultori, per la prima volta provenienti da tutti i cinque continenti si ritroveranno a Roma per parlare di fede cristiana e la sfida della non credenza. Ad esprimerla è il card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della cultura presentando alla stampa i contenuti della Assemblea plenaria che ha appunto il compito di “indicare nuove vie per rispondere alle attese insoddisfatte dell’uomo che resta sempre e malgrado tutto homo religiosus“. “Prima di dare risposte ha spiegato il card. Poupard occorre suscitare il quesito anche perché i quesiti sorgono inevitabilmente quando ci si pone di fronte ad avvenimenti particolari della vita pubblica e privata. Avvenimenti pubblici forti come l’11 settembre che ha scosso la coscienza del mondo e avvenimenti personali come la nascita di un figlio, la malattia, la morte. E’ importante che la Chiesa faccia sentire la sua voce”. Il cardinale sottolinea un pericolo: “una società di non credenti dice – non può fare a meno di credere”. E “quando la cultura relativizza l’assoluto, essa assolutizza il relativo: la razza, la classe, la scienza, lo scientismo, il marxismo, il nazionalismo, il razzismo, tanti ismi tragici con il loro immenso corteo di milioni di morti durante il secolo scorso”. La posta in gioco della Plenaria è appunto aiutare i pastori a prendere coscienza del “passaggio da una cultura con o contro Dio, a una cultura senza Dio”. Alla Chiesa è chiesto di parlare all’uomo di oggi dice ancora il card. Poupard – con “un nuovo linguaggio che tocca la ragione e il cuore” e passa per “la via della bellezza”.