8 MARZO: DUE DONNE ALLA DIREZIONE DI SETTIMANALI DIOCESANI, "NON È FACILE MA È POSSIBILE"

 "Mi sono chiesta spesso, in questi tre anni di direzione, se il fatto di essere mamma rappresentasse, ai fini professionali, soltanto uno svantaggio o potesse in qualche modo costituire anche un valore aggiunto". A parlare è Fabiana Martini, direttrice del settimanale della diocesi di Trieste “Vita nuova”, che insieme ad Irene Argentiero, de “Il segno” di Bolzano, sono le uniche due donne alla guida di settimanali diocesani. In due riflessioni pubblicate sul numero odierno del Sir bisettimanale, raccontano la fatica e la gioia di svolgere questo compito al servizio della Chiesa, pur tra tante difficoltà. "Indubbiamente non è facile conciliare un lavoro, che ti impegna mentalmente 24 ore su 24, con bambini molto piccoli – dice Fabiana Martini -, che giustamente non si accontentano di un ritaglio della tua attenzione (…), che magari si ammalano il giorno di chiusura del giornale o la sera prima di un’importante trasferta. Non è facile soprattutto se non si accetta di delegare ad altri la loro educazione, se non si vuole perdersi la diretta delle loro prime conquiste, se non ci si limita a fornire loro il latte, ma si vuole gustare insieme anche il miele. Non è facile, ma è possibile". Soprattutto se accanto c’è un marito che aiuta nell’educazione dei figli, ed "oggi i padri sono molto più coinvolti". Anche se, ammette, "si tratta ancora di felici eccezioni", mentre "nella maggior parte dei casi, con l’arrivo di un figlio la professionalità che rischia di essere sacrificata, pure per una mobilissima causa, è quella della madre. Più servizi, dunque, per favorire il lavoro delle donne, ma in primo luogo una cultura meno maschilista". Secondo Irene Argentieri, invece, "il più grande ‘scoop’ della storia", ossia "i primi veri ‘giornalisti’ del Risorto" furono proprio le donne: Maria di Magdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Un annuncio della Pasqua che si apre all’umanità intera: "E’ quindi dalla collaborazione, dall’ascolto, dalla verifica dei fatti che l’annuncio della Buona notizia si fa più concreto ed efficace".” ” ” ”