” “”La Vita Cattolica” settimanale della diocesi di Udine, ha dedicato uno speciale di due pagine al tema “Ecco i nuovi peccati. Viaggio nella Quaresima 2004 in Friuli” da cui emergono alcune considerazioni. Anzitutto dicono i curatori dell’inchiesta, pubblicata nell’ultimo numero si va diffondendo una “morale a soggetto” che il teologo mons. Lucio Soravito spiega così: “La fede viene ridotta a una specie di morale naturale o ad una concezione di vita in cui ognuno si regola in termini molto soggettivi … Quando l’uomo perde il senso di Dio, perde anche il senso del peccato, perché ritiene di essere l’unico giudice di ciò che è bene e di ciò che è male”. Secondo Soravito questa è la tendenza “dell’attuale mentalità razionalistica e secolarizzata a ridurre molti disordini morali a deviazioni dalle convenzioni sociali, a errori da guardare con indulgenza, a debolezza da comprendere”. Tra i parroci interpellati dal giornale si ammette che “i friulani tendono a confessare sempre meno peccati sessuali e azioni quali l’acquisto di beni superflui, il divorzio inteso come diritto del singolo o della coppia. Le azioni considerate più condannabili, invece, sono quelle con implicazioni sociali: il danno all’ambiente, il viaggiare sui mezzi pubblici senza pagare, evadere il fisco, assenteismo, utilizzo del lavoro nero, uso di droghe anche leggere”. Tutto ciò conclude mons. Soravito dipende soprattutto dal fatto che l’80% degli italiani non frequenta più la Chiesa e quindi non ascolta più il Vangelo”.