” “Cade a Gorizia l’ultimo tratto della “cortina di ferro” che ha diviso l’Europa per mezzo secolo e l’Azione cattolica diocesana sottolinea l’importanza storica dell’avvenimento sulla strada dell’unità europea. La “Voce Isontina”, settimanale cattolico locale in edicola domani, pubblica il documento in cui si legge: “Gorizia si prepara a vivere il felice traguardo dell’ingresso nell’Unione di altri dieci Paesi e, in particolare, della Slovenia con la quale, fatta eccezione di una parentesi di oltre cinquant’anni, condivide una continuità di territorio e di convivenza pur nella differenza dell’appartenenza statale”. L’Ac diocesana ricorda che Gorizia e le terre circostanti “conservano vivida la memoria della comune appartenenza alla Chiesa nella storia di Aquileia. Storia di evangelizzazione e di pace, di incontro e di comunione”. Il prossimo 30 aprile il capoluogo isontino accoglierà il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il presidente della Commissione europea Romano Prodi e le autorità slovene, per una cerimonia in cui verrà simbolicamente abbattuta la recinzione che divide le due parti della città (l’italiana Gorizia e la slovena Nova Gorica). Un evento che anche nelle sedi Ue di Bruxelles e Strasburgo ha assunto un valore emblematico per la riunificazione del continente. “La costruzione dell’Europa – prosegue il documento associativo – è per tutti noi una speranza e una certezza, ma è anche un progetto che in questi anni, grazie al notevole contributo dei cattolici goriziani che per primi hanno aperto cuore e attese nei confronti dei popoli vicini”, ha creato “un reticolo di rapporti nel nome della fede”, con l’intento di costruire “una storia comune di pace e una testimonianza di fraternità”. L’Ac dà quindi il “benvenuto” ai popoli dell’Est che entrano a far parte dell’Ue e “invita i propri soci, tutti i cittadini e i responsabili della vita politica italiana ed europea, a operare affinché il cammino dell’Unione possa procedere in modo costruttivo per allargare i propri confini e dotarsi di una Costituzione che racchiuda in sé il meglio dell’esperienza comunitaria acquisita e spalanchi le porte verso nuovi orizzonti”.