"Il teologo che più di ogni altro ha difeso la libertà dell’uomo" e "lo ha posto con particolare attenzione al centro della propria riflessione teologica" favorendo la "ripresa del dialogo tra la Chiesa e il mondo contemporaneo". Così il rettore della Pontificia Università Lateranense, mons. Rino Fisichella, ha sintetizzato al Sir la figura e la "svolta antropologica" di Karl Rahner, oggi e domani al centro di un convegno internazionale ospitato dall’ateneo in occasione del centenario della nascita dello studioso (5 marzo 1904). "Karl Rahner e la questione antropologica: problematiche e prospettive" il tema dell’incontro. Quale l’attualità del teologo che ha anticipato diversi spunti poi recepiti dal Concilio Vaticano II? "L’aver intuito prosegue mons. Fisichella che la Chiesa deve essere capace di un annuncio comprensibile a tutti gli uomini che, al medesimo tempo, comprenda tutta la realtà dell’uomo stesso. Quando parla all’uomo, la Chiesa ne interpella anche la capacità di esprimersi nell’impegno sociale e politico e gli chiede di guardare al futuro affinché siano garantite ad ognuno condizioni di dignità, libertà, uguaglianza e rispetto delle leggi della natura". "L’uomo di oggi ha proseguito rispondendo ad una domanda dei giornalisti sul film "The Passion" di Mel Gibson mi sembra autenticamente assetato di un messaggio di bontà che lo provochi a riflettere e dia senso anche alla morte dell’innocente". Pur non nascondendosi il rischio di "polemiche e fraintendimenti su un tema così importante", mons. Fisichella ha affermato che l’interesse fino ad oggi dimostrato dal pubblico Usa esprime "un profondo bisogno di spiritualità e di senso" e ha detto di nutrire verso la pellicola un atteggiamento "di attesa positiva".